Colpi di mare

Non volevo tornar sul mare.
Per nessun motivo leggerò di mani che sanno di affanno.
Perché il mare è questo, è il rientrare dopo tanta verità bevuta sotto nuvole spente.
Sul mare vi è ogni angolo di cielo e sotto il mare c’è la Luna nascosta pronta a vestirsi per la sera.
Dio, Dio mio perché sei così lontano dal nostro orizzonte!
Perché non fai crescere un albero nel mare cosicché le sue foglie mosse ingrossate dal vento chiacchiericcio, portino via il male dalla fronda degli uomini.
Dio, Dio mio accendi tu le luci della sera e rendi coscienza su ritorni all’umanità!
Dietro la tenda c’è il mare e c’è una nebbia di mistero.
E ti puoi anche vedere marciapiedi di vita inginocchiati per chiedere perdono, e puoi anche vedere strade impressionate da tante macchine del tempo.
E ti puoi fare nero oppure restare arcobaleno e viaggiare ad alta quota con le tue radici.
E ti puoi fare fiera e mercato dei tuoi sogni.
Nelle vene esplode il mare e nel tuo sangue c’è un colpo di cannone nobile.
Un soffio per evitare quel scintillio di morte che i pescatori sentono sul mare,
un ruggito, un leone è la forza violenta del mare.
Fissato e attaccato al faro sei sulla via del mare ad un passo dal cielo atteso.
Dio, Dio mio perché non suoni il tuo pianoforte angelico per divenire grande e per stimolare l’ascolto del silenzio in musica di grilli?
Dio, Dio mio inspirami con te,
respirami e prima di annegare...
Fammi tornare in mente quanta esistenza si è concessa all’amore sulle chiese di tutti i mari.
Tornar sul mare, tornare sull’agitato mare di una vita.
Questo è il peso sul dorso mentre la buona sorte è l'avversario sordo.
Ecco perché il mare è lì, a suggerir sorprese interminabili e investir di colori la distanza tra un pensiero e l'infinito.
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