Papà
Volevo scrivere di te, papà,
per dire forte quello che sei stato
per tutti, ricordare il tuo viso
bellissimo e sereno,
la tua figura scattante e sicura
le tue mani che delicate e dolci
mi portavano dal tavolo al lettino
quando il sonno vinceva
e che strumenti di forza insospetta
si facevano quando bisognava.
Mai ne sentimmo il peso, mai, ma spesso
ne provammo sul volto la carezza,
premio sommo tra tutti quanti i doni
che sovente portavi.
Volevo di te scrivere, di tua
bontà invincibile, del tuo spirto guerriero...
Non so farlo, forse un angelo di Dio
potrebbe le tue lodi cantare, papà mio.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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