Brillavan le stelle
Brillavan le stelle, di sguardi e lucidi sospiri,
torrenti impertinenti, squarciavano a fragore
fra chiome verdi e verdi muschi, a indicare
passaggi andati e antichi, a rimirar, il cielo.
Picchi e tamburi,e un eco si leva tra colline a chiamare,
di arbusti di vecchie pietre e case, di fuliggine
di casolari persi, di tepori ancora vivi ma fuggiti.
Rovi avvolgono passi, cauti, come a pettinare prati,
fra timidi e sconosciuti fiori, fra applausi di rami,
accarezzi more che ti chiamano.
Alveari di boschi, al tramonto porta , fil di fuoco
a rimembrar, schiamazzi d’ali di tortore allegre,
e chiese e tuoni, pioggie,cuori stanchi e scarpe lise.
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Commenti (2)
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Raffaella Picotti19 aprile 2007
adoro ogni verso di questa poesia mi hai strappata al monitor e catapultata in un sogno bellissima! raffa
Massimo C20 aprile 2007
Hai grade capacità descrittiva... e le immagini che dipingi si intonano bene con i versi che scorrono vivi di passione poetica..
