Ho visto un'aquila
Ho visto un'aquila
volteggiare tra le cime dolomie,
rocce rosate al primo mattino,
col cielo di un verginale celeste,
come fanciulla al suo risveglio,
quando il tempo è bello e alla vita
le splende il sole.
L'aquila di Zeus, delle alte vette,
della romana legio innalzata
anch'essa da l'aquilifer verso il cielo.
Anche la mia anima scalpitava
per uscire dall'albergo della mente,
e ci riuscì con le ali della seta
più sottile, quella che veste
quando è grande l'occasione.
Ascese con la fragile lena
della libertà,che ogni giorno ci fa
sognare, e la persi per un tempo
che mi parve senza fine, ma la lasciai
andare, volava verso mete sconosciute,
e il mio cuore greve, dagli anni affaticato,
si consolava guardandola partire,
sempre più su, là dove la terra
non può arrivare, più su, più su,
verso qualcosa di speciale.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis17 settembre 2013
Natura e anima, in un mix di versi notevoli, che fanno della libertà e del respiro gli essenziali interpreti di vita... Poesia molto apprezzata
