L' autunno
Gesuino Curreli
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L' autunno poserà sui caldi sassi
l'umidità dell'anno che si chiude,
e desterà memorie, tante e crude,
dei giorni in cui perdemmo canti e spassi.
Come uccelli migranti alla palude
voleranno le sere al mio balcone,
con barlumi di luce e di ragione,
e l'ombra della notte che li esclude.
Sarà tacito il mormorio di fronde
ch' era la voce di stagione piena
e io berrò l'amara cantilena
del vento solitario sulle gronde.
Autunno, inverno, e poi la primavera,
e poi l'estate ancora e poi l'autunno
come la fiaba al caldo di un capanno
che sapeva di sonno e di preghiera.
Si inasprisce il linguaggio di stagione
se si é soli a decifrarne il canto,
fa illanguidire l'abito amaranto
del bosco arreso al rosso e all'arancione.
Mancano gli occhi a cui porgere luce
dell'anima che vibra di piacere
quando é altro il respiro delle sere,
preludio che conquista e che conduce
a confidenze amabili e sincere.
L' autunno poserà sui caldi sassi
il bacio dell'estate che già muore,
ma non avrà l'acredine e il livore
di spegnere un amore che trapassi,
lasciandomi il profumo e il suo tepore.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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