L'azzardo

Un altra notte
ci coglie al guado
presi nel vortice
del quotidiano incedere,
noi esseri meccanizzati
di un progresso alieno
in scatolette scattanti
a spremere l'indomito motore.
Pare un velodromo
Il selciato solcato,
tutti contaminati
nella folle corsa animi persi,
l'esser primi della classe...
questa fregola si fa breccia
una scodata
e un'accellerata in curva
a dimostrazione di manico
e di ardore:
l'effige del comando
riempie pavoneggiante il petto.
Non si azzardi
l'intraprendente malcapitato
di ammiccar sorpasso
sarebbe un vero sconquasso,
il timone di comando
è solo per un temerario:
solo a lui spetta
l'aggognata effige,
sfrecciare in testa
in quel parapiglia la sfida epica,
senza lasciar niente al caso
per dominar la scena.
Prendi il giusto orizzonte
non essere folle
questo domani
ha il fuoco fra le mani,
scaldati con circospezione
e giusto tepore
l'avido azzardo
ti porta sull'orlo del baratro,
cancella limpidi valori
e lascia soli,
non cavalcare a pelo
indomito l'azzardo
o brucerai tuonando
come un petardo.
©
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