F(r)asi
Elena Poldan
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A volte le parole
non sanno dove andare
e diritte a un bersaglio
troppo semplice da centrare
dilaniano arterie pulsanti
E avverti il sangue congelare
il cervello sembra scoppiare
e hai solo voglia di fuggire
per lasciarti ingoiare
dal vortice infinito
del ciclone infuriato
che ha sconvolto
il tuo equilibrio mentale.
Si può sempre ricominciare
a costruire
mattone dopo mattone
e tre gocce d’assenzio
posson bastare
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Oliviero Angelo Fuina21 aprile 2007
Della serie: calma e sangue freddo... Colpito dal titolo ambivalente, leggo di questa umana implosione e del razionale rimedio d’assenzio e iniziale, costruttivo, silenzio. br Piaciuta nel condivisibile contenuto, meno in tutti quei verbi, in finale di verso, in ”-are”. Comunque il leggerti è sempre piacevole., ,
