Hanniballismo parotideo

Parotide di un recital musicale
e ghiandole
di carne umana conosciuta in una coppia di champagne e stile
mascellare ed ascellare sono i resti di natiche di un sole sbirciato
Muscoli
di un tabù di ciò che è giusto...
Forse sono l’emozioni esterne che si cibano di una serie di gusti
forse sono le troppe candeline spente che si congelano il “personale”
infantilismo mesto
forse solo farse di regali e sorrisi al cloroformio
finti come cornici
La mnemonica e la scelta delle nuove vittime va scoperta dall’infanzia
E il vero omicidio è quando la paura è viva
tra i salvi
Una vasca piena di feci è un’assenza di dignità
situata anche vicino alla tua candida persona
Attento!
Dopo la mattina viene il giorno e poi mastichi nel domani tutta la sera
E poi sei saliva di una notte
strappata agli angeli
Primi momenti di brividi al gelo dell’uomo peloso
Ultimi avvistamenti di un’anima impoverita
dentro il suo rovente buio
Attento alle maschere teatrali e alle commedie intorno a te!
Finti come la parola d’onore
l’orecchio si ciba dei suoni
l’olfatto è nudo e sepolto nel giardino dell’Eden
il tatto indaga nel freddo estremo della morte
La vista non è una camera ma l’emergenza desiderosa alla vita
e il gusto sa...
Voler morire quando è l’ora di andarsene come un vero “Signore”
La visiera è alzata
Attento!
Non perdere la tua licenza disciplinata...
E’ nata una parotide incauta come un recital musicale in canto
e ghiandole
sparse qua e là per sopravvivere nella virginea presenza
dell’aritmia seriale.
©
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