Io
Ginocchia sbucciate d'aria,
accarezzate dai petali paffuti
di bocche di leone e dal trifoglio.
E possedevo il corpo soddisfatto,
convinta che i capelli scompigliati
fossero la criniera d'un cavallo.
In equilibrio,senza tempo
bevevo tazze colme di mattine,
di boccoli di sole e cieli scalzi.
Le buffe giravolte dei sorrisi,
appiccicavo agli orli imbambolati
di altalene lente e arrugginite
Inconsapevole,reclamavo spazio.
A nascondino giocavo col
dolore fra stanze d'addii
e strappi rattoppati di candore
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Commenti (5)
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G
Grandesempre Giorgio22 aprile 2007
Quasi ti vedo correre e giocare in questi versi molto espressivi, i ricordi dolci dell'infanzia si colorano e risplendono in questa poesia!
Massimo C22 aprile 2007
Ancora una poesia molto bella... chiusa bellissima che impreziosisce versi delicati e molto intensi..
Franca Pistellato22 aprile 2007
Stupendamente evocativa. Impregnata di immagini malinconicamente accarezzate, con la chiusa che porta verso una sofferenza che era già in fieri. Bellissima!
Zima22 aprile 2007
belle queste corse tra i prati come puledra! . . . quello che mi colpisce è l'ascesa, sul finire alla malinconia che sempre contraddistingue ogni tua poesia! molto piaciuta!
L
Landido22 aprile 2007
riflessioni, immagini della tua fanciulezza che si rincorrono in questi versi e tra queste parole rendendomi presente lì, accanto a te, tanto sono coinvolgenti!


