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Introspezione 30 settembre 2013 · lettura 1 min · 1768 letture

Cieca

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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scompiglio la mia anima di foglie in questo mattino grigio mentre sibila il mio inverno il dolore è di paglia giace a lungo senza vento ma basta poco e divampa in un incendio le lacrime sono stalattiti sospese in quell'antro buio e freddo sfoglio i giorni salto rido gioco se mi fermo vedo solo tenebre affastellarsi oltre i miei orizzonti vado avanti rinnegando le mie spine mentre un'aureola di male aleggia sul mio capo di miele punge appena ma è immortale
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (2)

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Antonio Biancolillo30 settembre 2013

Ai margini di un mattino grigio... appena riflesso negli occhi... le percezioni labili del cuore e l'immaginifico palpito di emozioni pervadono l'intimo sentire dell'Autrice... Oltre quei segni tangibili che ci rendono reali... il sogno corre lungo il filo estremo dell'irrealtà a consegnarci un'illusione oltre l'orizzonte... Consapevolezza della realtà...ma sempre pronta nel coraggio di percorrere la strada sfogliando i giorni e "rinnegando le mie spine"...Ci sfugge il tempo, ma non possiamo che cercare di accettare questa labile entità... sfruttando al meglio ogni momento... Molto apprezzata...

Azar Rudif30 settembre 2013

Invece è bello fondersi con le stagioni che ci circondano. Le apatie del caldo vengono disperse dai venti freddi. Venti chepotrebberoanche alimentare fuochi che l'autrice paragona al ritorno dei propri dolori. Tutto viene paragonata ad un'aureola di male che aleggia sul capo, ma il male ha un difetto non è immortale. Il male può essere combattuto e vinto. E' destinato alla morte, anzi non ha altro futuro se non la morte. Intanto le stagioni passano e si corre il rischio di non viverle... Meglio seguire lo scorrere del tempo ed il propio destino. Versi che in modo magistrale lasciano un senso di tristezza e di resa verso un qualcosa che non meriterebbe neanche la nostra considerazione, tanto il male si autocondanna e si autodistrugge...