Cieca

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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Ai margini di un mattino grigio... appena riflesso negli occhi... le percezioni labili del cuore e l'immaginifico palpito di emozioni pervadono l'intimo sentire dell'Autrice... Oltre quei segni tangibili che ci rendono reali... il sogno corre lungo il filo estremo dell'irrealtà a consegnarci un'illusione oltre l'orizzonte... Consapevolezza della realtà...ma sempre pronta nel coraggio di percorrere la strada sfogliando i giorni e "rinnegando le mie spine"...Ci sfugge il tempo, ma non possiamo che cercare di accettare questa labile entità... sfruttando al meglio ogni momento... Molto apprezzata...
Invece è bello fondersi con le stagioni che ci circondano. Le apatie del caldo vengono disperse dai venti freddi. Venti chepotrebberoanche alimentare fuochi che l'autrice paragona al ritorno dei propri dolori. Tutto viene paragonata ad un'aureola di male che aleggia sul capo, ma il male ha un difetto non è immortale. Il male può essere combattuto e vinto. E' destinato alla morte, anzi non ha altro futuro se non la morte. Intanto le stagioni passano e si corre il rischio di non viverle... Meglio seguire lo scorrere del tempo ed il propio destino. Versi che in modo magistrale lasciano un senso di tristezza e di resa verso un qualcosa che non meriterebbe neanche la nostra considerazione, tanto il male si autocondanna e si autodistrugge...


