Ottobre
Gesuino Curreli
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ottobre é malinconico, e ricorda
che l'anima si attacca alla canzone
di una recente e splendida stagione
che lui spezzò con ira muta e sorda.
Eppure amo l'ottobre che fa mesto
anche il cielo brillante, e rende scuro
col velo d' ombra il prossimo futuro
nel prosieguo di strada che calpesto.
Al limpido orizzonte che sovrasta
la debolezza umana il mio pensiero
rivolgo e mi consegno prigioniero
con la poca speranza ch' é rimasta.
Quanti soli facemmo e quanti giochi,
quanti dispetti, e vigili premure,
nei declivi fioriti e nelle alture
di quella età che tiene accesi i fuochi.
Rammenti, ottobre, quanto ti aspettava,
passata la calura dell'estate,
e tu infrangevi aurore addormentate
nel cui bagliore, fresca, si specchiava.
Poi un giorno... ma quello non fu un giorno,
fu una notte silente che la tenne
legata a insormontabili transenne
e oscurandole quanto aveva intorno.
Ora ritorni e ostenti cieli immensi,
dopo che l'hai ingoiata nel tuo nulla,
e la tua voce limpida trastulla
le vigne e i campi con stornelli intensi.
Canta per lei qualcosa che risuoni
di amenità laddove l'hai chiamata,
la troverai per certo addormentata,
per questo tieni a bada i venti e i tuoni.
Uno scampolo imploro di clemente
meriggio perché possa udire almeno,
l'immutato sconforto che c' ho in seno
e il vuoto che mi parla tristemente.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Lidia Filippi2 ottobre 2013
Elegante sonetto dedicato al mese di ottobre ricordando l'estate ormai finita e le passate stagioni della vita... rammentando tempi allegri e spensierati. Apprezzatissima

