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Riflessioni 4 ottobre 2013 · lettura 2 min · 2279 letture

Se questo é L' uomo (parafrasi voluta)

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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se questo é L' uomo (Parafrasi voluta) Che mi resta del sogno che volevo se, finito il clamore dei bagnanti, la rena accoglie i corpi di emigranti fuggiti solo in cerca di un sollievo? Che mi resta se l'uomo é questo, e sono impietrito davanti allo sterminio di anime ingannate, e l'abominio non si piega a conoscere il perdono. Ecco, Signore, che governi i mari, io non sento vicina la tua voce che riverbera e dà in pegno una croce come speranza in questi tempi amari. Io non sento il perché della parola che piega al freddo nulla gli occhi ignari di chi credeva a un sogno negli avari spazi di libertà. Che bella fola! Però sento il dolore e il suo mistero, e ogni morte ha i carnefici arbitrari di corpi senza nome, figli ignari, aggrappati alla sorte di un veliero. Se questo é L' uomo io non so che sia la luce se non giunge negli abissi sui corpi senza croce, crocefissi da uno che mi ha dentro la sua scia. Chi tu? Chi l'uomo, e la domanda mia? Piango e null'altro posso nel cantare la mattanza d' ottobre dentro il mare che doveva dischiudere altra via.
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La mia vuol essere solo una confessione sincera e affatto blasfema davanti alla tragedia di Lampedusa. Prego che nessuno senta turbata la propria sensibilità religiosa.

L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (3)

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Un disegno disumano, un tratteggio perfetto del dolore impotente. Uomini, donne e bambini, mercanzia avariata dal dolore e da tante inutili parole di chi, avrebbe possibilità, se non di fare, almeno di tentare la via della comprensione, del rispetto e della mano tesa, ma non come pietosa attenzione no, ma come diritto sacrosanto di sostegno fra le genti. Un caro saluto

Lidia Filippi5 ottobre 2013

Molto bella e accorata a esprimere il dolore e l'impotenza che ciascuno di noi prova di fronte a questa tragedia! E l'interrogativo impellente: chi è l'uomo, quell'uomo a immagine e somiglianza di Dio? E dov'è Dio? Un testo che induce riflessioni profonde.

P
Pepita8 ottobre 2013

"Ogni morte ha i carnefici arbitrari", la tua poesia è il dolore di tutti, complimenti. L'ho condivisa sulla mia pagina facebook. Molto bella complimenti. E sì se questo è l'uomo che senso ha inventarsi i mostri!?