Stelle e strisce
Adone Raggi
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Letto di fiume fanciullo,
di costituzione esile,
scarna.
Danza leggiadra di linee di biro,
scrive,
su puzzle di carta d'uomo arlecchino,
parole di mare che strappan confini costrutti.
Setose radici d'ulivo,
aghi insonni in incubi di schiavitù,
tesson, da scampoli di pelle,
variopinti,
pentagrammi rosso cuore.
Traccian, così,
musica di pace con battiti accesi
d'ali di vita,
tacendo stridio di catene stonate.
Soffi di vento,
d'unico azzurro di cielo,
ignoran asma di sventolio di bandiera,
ricamando in coperta di volta celeste,
note di stelle:
canto di felicità.
Natura,
ch'evade scarabocchi di sciocco inquilino,
vibra intonata su orchestra di mondo,
scrivendo spartito di carta costituzionale,
con calligrafia di mano libera.
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L'autore
Adone Raggi
Commenti (1)
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adriana sini12 ottobre 2013
son sincera: non son riuscita ad arrivare sino al senso più profondo, però ha qualcosa di indefinibile che mi attrae...
