Precaria

Riprende il film della vita
e puntate si susseguono ardite,
osservo quel viso incavato
di madre... sofferente e trafelato,
mentre il cuor mio dolente
attanagliato in quel sospiro d'amore.
Da tempo caduta prigioniera nella rete,
mentre l'influsso malefico t'inonda
ritrovar quel vicolo stretto,
la cruna invisibile dell'ago,
di quel terso orizzonte nuovi bagliori:
oggi utopia che ti coglie e distoglie.
Figura gracile e oppressa che giace
distesa impronta a presentar la forma,
respiro sommesso e stanco orizzonte
baciata dal raggio che invade alieno,
luce decisa insinuata tra freddi infissi
a disegnar ombre e giochi di colore.
Quel sonno malato procede nel rito
e stanche braccia poggiate su ordinate lenzuola,
in quel nodo di resa e avulse di forza
attendono sfiduciate quel brio che inondi.
Respiro esitante e tremolante vibra
nel silenzio pacato della frugale stanza,
solo decise voci e ripetitivi suoni
distolgono lo smembrato pensiero,
che brucia l'anima e deciso contamina
in precarie ragioni... e la disfatta impera.
©
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Commenti (1)
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Sara Acireale7 ottobre 2013
Osservare il volto della madre ammalata, in un letto d'ospedale, fa male e profondi sospiri salgono dal profondo del cuore. Guardando il suo pallido viso, il suo sguardo assente, il pensiero va lontano, quando lei era giovane e bella e con dolci carezze, stringeva il figlioletto al seno. Quanto tempo è passato, adesso la madre è diventata precaria della vita, anche se sente l'affetto del figlio... Molto commovente questa lirica...
