Attesa
Ho atteso nel pianto colei
che fuggita
era da me; attesi
nel tempo lungo
mentre il pensiero a lei fisso,
uncinato all'ego più fondo,
tormentava pulsando la mente,
senza fine. senza mai posare.
Attesi che il tempo,
guaritore senza pari.
fermasse quel flusso di lacrime
amare, implacate,
brucianti, e il pensiero –
mutato a forza dal passaggio inane
di giorni tutti uguali, senza scopo,
senza senso – immaginava
d’abbandonare la sterile riva
per altro viaggio incognito.
Venne alfine quel tempo in cui ogni cosa
si fa scialba e indistinta e nella nebbia
sembra vagare, melanconia recando
nella quale si stempera il dolore.
Anni trascorsi nell’attesa
bagnata di lacrime,
anni nel torpore della solitudine
e ancora passo i giorni attendendo
lo squillo del telefono e la voce
che dice “vediamoci domani”...
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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