Pionieri
Colono dal viso terreo come gli occhi crepati
di sete e dalla fornace del campo
dove e cosa semini? Il grano, di cui m’offri col sale
ospite antico sosta tra i tronchi spezzati
del tuo rifugio, bocconi che intrisi
di freddo sudore asciutto
e del lavoro durissimo il ricordo danno
nella sofferta crosta a stravolto suolo lunare
simile, cui raggi roventi cossero il fianco e il seno
mutando in nutrimento quel grano,
oppure polvere d’oro strappata all’arsa terra infeconda
che il sole riverbera in aureo filone
dilavato da mani furiose e sapienti
a spremere l’ultima stilla da convertire in vita
rissosa venduta ad altra vita per una cartuccia
che sorteggi il restante
sgorgo di sangue stracciato a terra nel mezzo
di strada sporca coperta di cotonosa polvere
fitta al respiro venduto anch’esso
per un mozzicone di sigaro spento
attendendo il garzone che getti
un secchio d’acqua sudicia sui resti
e li spazzi poi via.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
C
Tutte le opere →
L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Annamaria Barone6 dicembre 2013
dalla terra, fatica e vita, sale e sole che brucia la pelle, a vendersi, per un mozzicone di sigaro, la libertà. Ma a volte, forse, nemmeno i può scegliere. Stupendi versi che si dipanano in un dire dalla perfezione cesellata e vibrante.
