Di goccia in goccia

Batti insistente su lisci infissi
e nel paese bagni gli scheletri addormentati,
inzuppi gli abiti trafelati
del passante nelle sue tribolazioni.
Riempi come agitata musica i timpani,
in quel concerto senza spartito
e ingrossi del fiume il letto.
Valichi argini e invadente inondi
tutto imprigioni nella folle corsa,
a mollo la rigogliosa campagna
ove quel germoglio a primavera
darà il via alla magica metamorfosi:
in quell'invidiabile tocco di natura.
Presa nel ritmo senza fine
superi ogni confine e ti tuffi in mare,
che libero attende imponente
in quel gioco d'onda spumeggiante.
Dentro quella casa ampia e invitante
t'incontri con tante altre sorelle,
in quel pot- pourri unite
sbattete placide sull'austera scogliera.
Baciate la soffice sabbia dorata
e regalate gioia al pargolo che sguazza,
teatro maestoso il vostro mondo
che sgusciante impone le sue leggi.
Poi... vieni risucchiata dal calore del raggio
in quel nuovo viaggio rigenerante,
ti affidi alla maestà del cielo
e in carovane di nubi come comodi vagoni
sali in carrozza ignara della destinazione.
Faticatrice indomita e vera essenza di vita
ti rigeneri e ti modelli senza sosta,
non c'è flessibilità che ti prenda la scia,
volteggi in lungo e in largo a tutte le latitudini
senza vertigini e senza paura:
tu tracci il solco e indichi la via.
©
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