Forse (III)

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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Si sta sospesi tra il possibile e il probabile, dentro un forse che ci protegge dall'infinito sogno. Trasmette sensazioni molto delicate, intime direi. La chiusa completa in modo sublime questa bella lirica. Complimenti.
Da una sola parola si può enucleare emozioni, sensazioni, visioni poetiche? Si il poeta riesce in questo e si lascia guidare dal suono, dalla vibrazione che una parola riesce a trasmettere per animi sensibili, comne in questa lirica che suona e canta di pura poesia che ammalia e che fa crescere le ali... sopite del Poeta. Poesia di grande spessore.
Quel forse indugia come un volo che resta fermo alla fase di lancio troppo a lungo... Un restare che non trova spiegazione (pur avendola)... ma la chiusa ci dice che quelle sopite ali... ci riproveranno ancora.
Una poesia aperta con le stelle e chiusa dalla voglia di volare, mentre al centro è un mondo appena percepito e guardato in maniera distratta (forse era ... forse ero...). Immagini e visioni assorte, quasi indifferenti come se tutto scorresse davanti agli occhi senza senso e senza importanza. Una chiusura al mondo ed una fuga verso le stelle...



