Antico cammino
Vieni, andiamo. Ma ascolta, ti chiamo
con le parole di sempre, che adesso
sono intessute di lungo silenzio:
tanto ti sembrano queste parole
cambiate? La mia voce non ha più
risonanza d'una campana sommersa,
che parla solo la notte alle stelle;
ed il sussurro di un tempo? D'intorno
tutto è diverso ma quanto il ricordo
vivo e presente dei suoni di allora,
bisbigli infiniti da noi ripetuti,
è rimasto immutato? Vieni, andiamo,
scendiamo al fiume, camminiamo ancora
sotto gli alberi stanchi che lor rami
protendono ed immergono nell’acqua
che scorre, lenta, grigia sotto un cielo
di piombo; nel grigiore che si effonde
nuvole scure lasciano cadere
gocce di pioggia oscura come pianto
versato dentro il vuoto che negli anni
ha riempito lo spazio di quel tempo.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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Annamaria Barone20 novembre 2013
è magnifica, e dolce accompagna questo canto un velo di malinconia, quasi una bruma che sale e si intreccia a quei rami stanchi. Eppure li orna, come veli o fiocchi di nubi e rende quel cammino quasi magico
