Talvolta l'Infinito
Talvolta l'Infinito mi gira negli occhi
come una vertigine, un'altalena alta
nel cielo.
E mi trovo estrameo a queste strade,
ai parchi privati, ai giardini cintati
dove sull'erba non si può camminare,
al mio e al tuo di spazi condominiali.
Girano gli occhi, e la mente, viaggiano
a velocità siderale.
Ma m'accontento dell'infinito dei miei
colli ch'è sorgiva di polmoni, ebbri
d'aria azzurra di cielo, di odori d'erbe
sempre verdi perché qui la pioggia
ha una delicatezza speciale.
Qui si spicca il volo da declivi
nell'aria sospesi, e il vento s'assiepa
con cesti di profumi.
Qui il tempo migra, scompare,
e non ha senso la notte o il giorno
perché è un Infinito testardo
che rifiuta i tocchi di campana,
detesta i più e i meno delle ore.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Francesco Rossi29 ottobre 2013
Una poesia bellissima, contenuto che spazia nell'intimo in fine poetica.
