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Riflessioni 31 ottobre 2013 · lettura 2 min · 1661 letture

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Monica Messa 70 poesie pubblicate
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Vorrei essere una foglia spazzata dal vento per poter in un soffio visitare il mondo. Vorrei essere un gabbiano con le ali spiegate per sorvolare gli oceani e immergermi nel vento. Vorrei avere un pezzo di azzurro nel cuore per poterlo ogni tanto respirare senza dover aspettare un nuovo mattino. Vorrei che il verde spumeggiante dei cespugli colorasse un po’ anche me senza che le loro spine mi graffino la pelle. Vorrei che il profumo delle margherite appena colte dell’erba pestata di fresco impregnasse il grigiore del mio umore. E’ come se dipingessi una tela: guardo fuori dalla finestra e con le parole dipingo colori, ricordi una serie di ricordi strappati, sgualciti, sbiaditi come biglietti arrotolati, dimenticati messi in ombra dalla frenesia di cose prese troppo sul serio. Sono triste, e nel giallo del sole che colora i palazzi nel verde dei prati screziati di terra nell’azzurro del cielo che aspetta la notte respiro una tranquillità leggera; mi cullo nel silenzio come quando da bambina un po’ triste e un po’ sola tornavo da scuola ... Ecco, il momento magico è passato l’azzurro lascia posto al rosa e il sole ha smesso di incendiare le case lo attende un nuovo mattino in qualche altra parte del globo ed io un po’ lo invidio: lui non conosce la notte, ogni tramonto è un alba, ogni crepuscolo un nuovo mattino, un enorme sorriso che riscalderà altre cimase infreddolite dalla notte. Luci artificiali ora illuminano l’asfalto lucido. Non ci sono stelle questa notte e non c’è ragione di cercarle: quel po’ di sole che mi è rimasto dentro mi riscalderà!
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L'autore
Monica Messa

Mi abbandono con piacere alle lunghe ombre che mi oscurano il volto, blu come il cobalto, fredde come il granito. Che cosa mi resta da scrivere ormai? La mia piccola dose d'inconsolata fantasia che freme per essere imprigionata su un foglio bianco. A volte, nel farlo, mi sento una ridicola fattucchiera, tutt

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