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Introspezione 1 novembre 2013 · lettura 2 min · 1354 letture

I miei occhi si sono sciolti in pianto

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Monica Messa 70 poesie pubblicate
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I miei occhi si sono sciolti in pianto. Papaveri, campane, limoni, spighe d’oro conficcate nel cielo, notti stellate, acquazzoni che lavano le serre. Silenzi sconvolti dal brusio dei pianeti, ciclamini accaldati come allegre comari. Tutto io ho visto: la luna le stelle i pianeti i colori caldi dei rossi gerani il rimbombo dei gladioli. Ma ho visto anche fuoco, guerra, morte e il sangue caldo confuso coi gerani. Tutto io ho visto stesa sul pavimento freddo con un pallido raggio di sole ad illuminare la stanza e un passero, forse, a scrutare il mio gelo. Ora tutto è sfumato tutto è perduto, opaco, il tempo è esploso come una bolla di sapone ed io sono di nuovo qui, arida con il rimpianto di sentire, ma di non poterlo raccontare, con la sensazione di arrivare sempre troppo tardi. Non semplici emozioni ma passione palpitante: il mio corpo percorso dal fremito la mia mente a esplorare l’universo e io che mi struggo in questo incanto e cerco di trattenere la miriade di fili che mi sfugge di mano. Completa mi sentirei se riuscissi a farlo, al posto giusto nell’universo come una fibra fatta per essere lì in quel momento. Ma raramente accade e vivo in uno stato di trasognata fantasia perduta nel vuoto dei miei pantaloni. Il mio cuore ha le ali spezzate, ma cerca comunque di volare, come potrei fermarlo? Vedo tutto con occhi diversi, ora che le mie dita hanno sfiorato l’immenso ora che i miei occhi hanno forato le barriere dello spazio e del tempo ora che il mio pianto ha avuto un senso. Vivida mi appare la riva ma non so se sto per salpare o per approdare, se il mio viaggio è finito o sta per iniziare. Non importa, mi arenerò comunque; come un granchio travolto da un’onda tornerò sotto la sabbia, al buio, in attesa che il piede scalzo di un bambino mi riapra la strada verso il mare ed io possa di nuovo tentare ... Fino ad allora l’odore di salsedine continuerà a tormentarmi, io saprò che il mare è li a pochi passi ma non potrò fare altro che aspettare.
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Poesia scritta subito dopo aver letto "La poesia venne a cercarmi" di Pablo Neruda.

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L'autore
Monica Messa

Mi abbandono con piacere alle lunghe ombre che mi oscurano il volto, blu come il cobalto, fredde come il granito. Che cosa mi resta da scrivere ormai? La mia piccola dose d'inconsolata fantasia che freme per essere imprigionata su un foglio bianco. A volte, nel farlo, mi sento una ridicola fattucchiera, tutt

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Commenti (1)

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Patrizia Ensoli1 novembre 2013

Molto bella si, un po' prolissa ma ricca di immagini condivise e sentite! Complimenti...