L'altro sentiero

Avrei voluto seguire il sentiero
lungo i filari e sul ripido scosceso,
sarei andato per prati ad accudire
in quel bacio di natura avvinto.
Percepire il romantico che alberga dentro
e vivere il tempo nell'altra dimensione,
per la priorità cambiare impostazione
la mera ricchezza è tutta un'illusione.
Goder del poco è un affascinante gioco
baciati dal sole in profumi di stagione,
liberare il passo sicuro nello spazio
e non cane ringhiante legato alla catena.
Il ritmo che spolpa e annebbia
fa affiorare solo odori d'indifferenza,
in quella corazza d'egoismo puro
passi i giorni e bruci ramingo il futuro.
Avrei voluto calpestar l'altro sentiero
acciottolato irto che porta al crinale,
la bramosia della pianura m'ha fregato
speravo di andar in libertà spedito,
ma il gravoso giogo m'ha affossato
rubando i sogni e lasciandomi vuoto.
La melodia di tanto in tanto affiora:
nel visitar cieli tersi e puliti
in orchestra di fauna ammaliato,
accorto l'occhio si perde volitivo
sulla scia della meraviglia di creato
in quieti flash che mi lasciano estasiato.
Or che il mio Autunno è già maturo
il panico prende e oscura deciso il sentiero:
avrei voluto un altro naturale proscenio,
ma il destino ha scritto la sua pagina di diario
e rivangar sovente profumi di passato... è un esercizio
obsoleto... che non mi riaprirà il sipario.
©
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