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Riflessioni 16 novembre 2013 · lettura 2 min · 1501 letture

Tu, esile vecchietta dell'Est

Simona Biancolin 41 poesie pubblicate
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Tu, esile vecchietta dell’ Est non muoverti. Sei cosi bella da sembrare dipinta... Ti voglio ricordare così tela grezza nelle mani di Renoir... Ti voglio ricordare così sul tuo cartone sgualcito... appoggiata al bastone che regge i tuoi anni pesanti come macigni... tanti carichi schiacciati dagli affanni e dal bisogno... anima prigioniera di un inverno infinito... dimenticata in un angolo di città come una carta strappata... luce fioca nella neve stanca... raccolta come l’immondizia nella pattumiera del mondo... logora dagli anni e dai venti siberiani... consumata dal freddo sulle scale della metro la tua mano ossuta giunta in preghiera, sanguinante... raccoglie docile monetine leggere misero obolo nel fazzoletto lacrimante... Triste come l’angelo delle icone bizantine... I tuoi occhi lucidi che condensano il cielo fissano le scarpe dei passanti... una ad una come le anime del Paradiso... quel Luogo che ti è grato che ti aspetta e ti chiama ogni giorno per renderti grazia... Perdonami anima divina se quel giorno che sono arrivata in ritardo... stretta fra le tenaglie di questo fulmineo mondo... sono inciampata: mi sono dimenticata e non ti ho salutata... ma eri già andata... Trovai il cartone solo... anima amica stanca di aspettare e di pregare, come un umile usignolo ti eri alzata in volo...
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Quando nelle fredde mattine di Bucarest mi recavo all’università, tutti i giorni incontravo sulle scale della metropolitana una vecchietta carica di anni. Triste e mansueta aspettava senza mai chiedere l’offerta dei passanti. Un giorno sono arrivata e non l’ho più trovata. Capii subito che era partita per il suo grande viaggio senza ritorno e che non l’avrei mai più rivista…

L'autore
Simona Biancolin
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Commenti (6)

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Elle16 novembre 2013

Siamo tutti anime mendicanti e povere di fronte all'universo. Molti hanno il privilegio di vivere pienamente la vita in sicurezza, l'agio di un tetto e la coperta calda di un letto vero, i pasti e l'assistenza della famiglia intorno. Ad altri non è concesso e sbattuti ai margini dal triste destino o dalle situazioni che sopraggiungono... muoiono con quel cartone tra le mani. E' triste la vita ed ingiusta con chi silenziosamente accucciato all'esistenza attende quella monetina come speranza primaria... Hanno occhi profondi, sono abissi che ti raccontano del mondo che gli scorre davanti nella piena indifferenza...

Tonia Fracella16 novembre 2013

Versi che sfiorano il cuore... e in un'immensa sensibilità giungono al lettore commuovendo. Un ricordo che durerà nel tempo senza svanire perché è puro di dolcezza.

Francesco Rossi16 novembre 2013

L'autrice compie nobile e importante esercizio poetico, un richiamo in versi alla solidarietà.

nemesiel16 novembre 2013

Una poesia che tocca le più intime corde dell'anima... quelle che spesso ignoriamo perché ci parlano di ciò che fretta, caos, impegni, superficialità e gelida indifferenza o epidermica solidarietà...ci impediscono di guardare a fondo, Splendide le immagini riportate in versi pregni di tutta la passione empatica dell'autrice, della sua sensibilità e profonda umanità.

carla composto17 novembre 2013

una meraviglia di lirica che tocca le corde dell'anima nel suo verseggiare dolce, intensi versi mi complimento

Hariseldom20 novembre 2013

Io commento molto poco e leggo molto poco. Come molti poeti, ma non sono ipocrita e non dico mi piace se non leggo davvero. Così, incuriosito dal tuo commento alla mia ho letto la tua poesia. Io non so chi tu sia, ma la differenza tra me e te è che tu sei un poeta davvero. Te lo dico con il cuore, hai dipinto il personaggio, hai usato una figura che in questo Paese viene emarginata e tra tutte le emarginate hai scelto quella meno considerata. Ho visto la donna, anche senza l'immagine e ho visto il tuo sorriso quando la incontravi. L'emozione è quel cartone che ora ritaglio e ne faccio un fiore e te lo regalo poeta dall'animo dolce.