Oltre le macerie

Si può sicuri cambiare
senza avere paura delle parole,
anche prendersi e accapigliarsi
avendo chiaro l'utopia dell'ideale:
cercando un orizzonte pulito e certo
senza reticenza e senza sgomento.
Ridar valore alla politica
e come nobile arte riprender la metrica,
quella ventata genuina di novità
non per svilente moda,
ma ridare fiato al giusto slancio
in onestà palese e confronto.
Si può cambiare
senza legarsi troppo al capo- bastone,
più lindi e più presenti
lasciando il politichese in quel cassetto,
di un tempo obsoleto e superato
su se stesso logorato e incancrenito.
Quanto tempo a rincorrere quel sogno!
Avrei voluto leggere un altro libro,
soffermarmi su immagini meno sbiadite
con ampi spazi di chiarore sotto il sole.
Avrei voluto un'altra comunione
per prendere libero quel treno
e giungere a un'altra stazione.
Quanti pensieri bivaccano stressati
in questa putrida palude
che ha perso ogni barlume d'ideale,
gonfia solo tronfia la pancia
senza contegno e senza meditare
travolti dagli eventi e ridotti in macerie.
©
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