Erotica
Anelavo tra onde di lenzuola,
servo di pensieri e pieghe
accavallando gambe e frenesie.
Lisciavo a sentiero gote a sbarcare
su schiene e canali a cascata
larghe mani avide e strette a vaso.
L’ardire in un abbraccio tenne,
dai fianchi cauto a temere
d’un sussultar di chioma a finire.
D’un gemito a piglio immobile,
remai d’anche d’ostaggio a braccia
di pelle segnata d’artigli rossi.
Alcun dolore ma stille e passione,
sul viso come stupito d’occhi a lago
come a cercar respiro da un ansimo.
Rei d’una danza tra curve e spalle,
sotto un riso a sbuffar del gioco
parentesi di seni come fucili contro.
Ventre a cuscino di battiti e tamburi,
tra fermi polsi di vene a rami
d’un apice esausto a cader di costa.
Divisi,ora, di gonfi petti e respiri,
di late a liberar la fronte da gocce
di nuovo a girar di capo d’un ridere.
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Commenti (1)
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Oliviero Angelo Fuina1 maggio 2007
Notevole la proprietà di lessico in una sapiente costruzione che si richiama al classico. Personalmente, però, non trovo il tutto funzionale al meglio per una tematica erotica. Altro passo e altro respiro ne avrebbe esaltato maggiormente il tuo comunque talentuoso dire. confermata.