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Riflessioni 20 novembre 2013 · lettura 2 min · 2024 letture

Requiem

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Non serve che si pianga tutti insieme nell’ ora di sconforto per lo scempio, lasciate che io scriva nel silenzio perché un dolore perfido mi opprime. La furia inimitabile, e le cime levate al cielo come braccia mozze, divelte vite come le pagliuzze che fanno sorde e inutili le rime. L’onda sfrenata, torbida e il bambino che il padre stringe al petto e si dispera, un attimo nell’ ombra di una sera, per l’ ultimo tramonto del destino. E quando mai potranno i miei lamenti saziare con il pianto l ‘altrui pena? Chi mai dirà alla madre dell’ amena creatura offerta all’ ira degli eventi? Oh madre sconsolata, la sventura ti lascia senza figlio e senza amante, e tu sarai l’ amara teste, urlante l’umana povertà che ci tortura. Non serve che io dica Ave Marie perché, nemico, il cielo non mi ascolta, la sorte avrà l’anamnesi irrisolta tra fato, colpe e stupide avarie. E lì, nell’ incompreso duello umano, io sosterò per dare il mio pensiero a chi, dentro il dolore prigioniero, accetterà il mio “requiem” da profano.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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sergio garbellini21 novembre 2013

Una stupenda poesia scritta in un momento di lutto e di dolore che attanaglia l'anima per questa Terra selvaggiamente violentata. L'autore pur nello sconforto più immane, riesce a trovare il coraggio per scrivere dei versi pieni di rabbia per quelle innocenti vittime del dramma. Versi che si commentano da soli, un autore che merita un applauso per aver saputo trovare, attraverso le lacrime, una ispirazione in memoria dei suoi fratelli sardi.

P
Paolo Morganti21 novembre 2013

Descrizione lucida e irosa di un evento infausto, si legge del dolore, della violenza dell'evento, dello stupore che suscita tale violenza. Ognuno di noi regisce con tutto ciò che è in suo possesso dalle braccia degli abitanti vicini, dai soldini degli sms, e da altre cose matriali che sicuramente non restituiscono le vittime. Poi altri da lontano s' inginocchiano e pregano verso il cielo non imprecando contro la sua violenza ma raccoglienfosi spirituakmente attorno al dolore di quelle persone colpite da morti e dalla distruzione, e questo non per chiedere e ottenere miracoli ma solo per donare forza d'animo e spirito di reazione . Credo che sia meglio reagire cosi, anziché arrabbiarsi verso eventi scatenati e chiari alla fisica.