Sempre tu
Amore mio, sempre desiderata,
nel sogno un’altra volta ti ho rivista,
ancor più bella, come illuminata
da una luce aurorale e sorridente,
tanto che la passione del momento
ancora resta nei miei sensi. E tutto
intorno a te sembrava esser rinato
con nuove forme, nuovo aspetto e gioia
di essere; anche io stesso, giovinetto
innamorato e senza alcun motivo
di sperare - poiché in te comprendevo
qualcosa d'irreale, come fosse
una magìa che m'impediva osare
più che un furtivo baciamano, accolto
da te con un sorriso indifferente -
ero pieno di forze e ingigantita
come il resto del mondo che sognavo
era la delusione, tanto amara
da tormentarmi col pensiero fisso:
se vivere non posso senza lei,
il vivere m'è inutile, e di peso.
Questo è da sempre il ponte che due vite,
quella reale con quella sognata
sopravvivere unite a tratti fece.
E quel fosco sentire ancora adesso
mi turba nella notte e il giorno passa
a pensarti, il destino deprecando.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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