Ode alla Cagnina
Emanuele Strada
143 poesie pubblicate
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Da terra Istriana
proviene il tuo mistero
quando l'Esarca di Ravenna capitale
volle gustare l'aspro morso sincero
che come cagna la fece nominare.
Del sole estivo
cogliesti la calura
in giorni persi ad ingrassar tra vigna ed ozi
il rosso raspo prese la sua abbronzatura
nell'arco astrale tra i due equinozi.
Colta in settembre
in un sacrificar di forma
l'acerbo succo violaceo ed abboccato
del giovin vino che passa senza orma
dal gargarozzo come il più bel peccato.
Se a Bertinoro
Cesena e Forlimpopoli
san far cantare nel bicchiere la tua voce
solo in campagna tra i casolari agricoli
sanno apprezzare il tuo esser sì precoce.
Rosso è il calice
sul bancone dietro l'oste
dal fiato tannico e dal liquido ispirato
in un concerto di scrocchianti caldarroste
guardiam l'autunno nel grigiore assolato.
Or che assaporo
in sorsi profumati
e la dolcezza dischiude ogni mio senso
tu, bacco in fasce palpitante tra gli afflati
nei corridoi d'arterie mi svesti di quel che penso.
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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Fiammetta Campione29 novembre 2013
Sono versi quasi d'amore questi, in cui l'autore appassionatamente inneggia ad un vino sopraffino. Efficace, quasi ne sento il sapore...

