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Poesia 28 novembre 2013 · lettura 1 min · 1303 letture

Ode alla Cagnina

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Da terra Istriana proviene il tuo mistero quando l'Esarca di Ravenna capitale volle gustare l'aspro morso sincero che come cagna la fece nominare. Del sole estivo cogliesti la calura in giorni persi ad ingrassar tra vigna ed ozi il rosso raspo prese la sua abbronzatura nell'arco astrale tra i due equinozi. Colta in settembre in un sacrificar di forma l'acerbo succo violaceo ed abboccato del giovin vino che passa senza orma dal gargarozzo come il più bel peccato. Se a Bertinoro Cesena e Forlimpopoli san far cantare nel bicchiere la tua voce solo in campagna tra i casolari agricoli sanno apprezzare il tuo esser sì precoce. Rosso è il calice sul bancone dietro l'oste dal fiato tannico e dal liquido ispirato in un concerto di scrocchianti caldarroste guardiam l'autunno nel grigiore assolato. Or che assaporo in sorsi profumati e la dolcezza dischiude ogni mio senso tu, bacco in fasce palpitante tra gli afflati nei corridoi d'arterie mi svesti di quel che penso.
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L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (1)

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Fiammetta Campione29 novembre 2013

Sono versi quasi d'amore questi, in cui l'autore appassionatamente inneggia ad un vino sopraffino. Efficace, quasi ne sento il sapore...