Stesa
Stesa sagoma di madre che giace
dopo l'attimo da urlo infernale,
in quel bloccar di vitali sensi
a far calare il sipario sulla scena,
un flash di un appassito volto
in quel sofferto respiro bloccato.
Passato è anche quest'ultimo intoppo
or dormi in rumore di fondo,
le narici come filtro palese
di un corposo russar deciso:
mentre adagio la goccia scende
di potassio e il fiore riprende.
In quel rincorrersi di appassite scene
piange l'anima le sue miserie
di un oggi incatenato al dolore,
toste irrompono le tenebre
a oscurare immagini fosche
di quel giorno... e le sue macerie.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!