Rose e spine
Alma Gjini
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Donami una rosa
Oppure anche spine
Ma non lasciarmi sola
Sazia il silenzio
Ingombrante, parla e urla,
Semina sogni nel giardino della nostalgia
E il vento nell'infinito degli occhi
Non sparge nuvole e non apre il cielo
Come tenero germoglio sfogliami le pagine del cuore
Dentro il buio che ci prende alle spalle
In compagnia della luna
Con il mondo che guarda come s'avesse un'anima
Ma lo nasconde in spazi, dove mai si guarda
Donami una rosa
Oppure anche spine
Ma non lasciarmi sola
Il ricordo è un sorso di fiamma
Scolpito al cuore
Che come seme decresce
In un sogno nascosto
Un giorno cadrà,
Cadrà, cadrà la,
E ti sorprenderà
A sfidar luna di porcellana sulla collina del vento
Con occhi di fame che sbadigliano assonnati
Illusioni di scomparsi desideri...
©
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (2)
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Carla Colombo6 dicembre 2013
E si sente in questa bellissima poesia sia il tocco vellutato della rosa che accarezza nella lettura sia la spina che punge tanto è intensa questa invocazione d'Amore, disposti a soffrire pur di mantenerlo, nello struggente desiderio di viverlo in tutto e per tutto, per continuare a vivere
rita iacobone6 dicembre 2013
Quanta intensità trasmettono queste parole, entrano nell'anima e sussurrano ciò che l'autrice sente di esternare in un momento di confuso amore che attira quasi a farsi male.


