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Sociale 3 maggio 2007 · lettura 1 min · 783 letture

Lazzaro felice

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Michelangelo 83 poesie pubblicate
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Dietro lanugini crespe e cartoni, tirarsi torti e lenti vanno in stazioni dove salpano memorie tra banchine e cappotti. Coltrici involti favoriti da muri, di spaghi legati da gialle dita fumose e ritratti stretti a pietà a cercar bottiglia con cieca mano. Ancora poi a cantarsi addosso, con occhi a girar di ciglia e pigli rasparsi gomiti e smorfie in volto saggiare passi bruschi e carole. Tenta un’intonata tra la calca, un’armonica due passi a teso braccio improbabile un sirtaki esce, recupera serio beffardo in aspetto. Alleati di ponte di lento carrello, spesano ghiotti e severi a pattume sconcerto rimane in cotanta cura da buone maniere e garbo. Uno scuro empireo chiama a riparo, mesto a un pilone si tiene duro strattona cani e ombrello d’un Lazzaro felice rincasa a raso muro.
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Commenti (1)

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G
Giusi3 maggio 2007

è una cruda realtà... pensare ai barboni che casa hanno nei cartoni e nelle stazioni ferroviarie... a chiedere un pò di carità.Grande Michelangelo apri una visione del crudo mondo che ci circonda.Splendida poesia