La casa
Emanuele Strada
143 poesie pubblicate
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La casa fu il nido
di spine e di brace
fu il porto di conforto
per assaggi di meraviglia
e l'autogrill sulla via lattea
dei troppi giorni di alterno sgomento.
In un libero canto tra quei muri
crebbe la mimica delle nostre maschere
nella stagione dei visi maturi
e dei solchi continui di raggrinzite rughe
come giardini selvaggi e assetati.
Tra le impalpabili porte
oramai scardinate e scordate
gli usci svuotati si dischiusero al mondo
per raccogliere una risposta benevola
che nel regno d'assenze non c'era.
I colori abitavano stanze
ed i sogni erano pura materia di gioco
i dolori si accigliavano gli occhi
dietro ai muri delle attese pazienti.
Ancora oggi in lontananza la canto
disegnando nuovi contorni
con una voglia prepotente di casa
e di nuovi vecchi giorni.
Pantofolando i decenni mi inseguono ancora
nella caccia dei conti sospesi
e mi turbano quando il passo s'arresta,
nelle infinite possibilità della vita.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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Fiammetta Campione8 dicembre 2013
La casa siamo noi... un patrimonio fatto di cose belle e non, che volenti o nolenti ci portiamo dieto. I ricordi viaggiano, a riscoprire sensazioni, sapori e odori che fanno parte del passato, ma ancora vivide e forti. La lirica sa trasmettere efficacemente i sentimenti contrastanti che affiorano nell'evocare il passato.

