Funambola

Camminando su una lastra sottile
funambola
affronto questi giorni
d’incerta fattezza.
Non ne vedo la fine
e onestamente ho paura
che s’incrini, arrovigli,
m’inghiotta,
che precipiti
senza una rotta.
Ma devo continuare:
passo incerto,
orecchio teso,
mano pronta
ad afferrare il vicino
assieme a me sospeso.
In silenzio procediamo
col sorriso opaco,
lo sguardo velato
verso un dove sconosciuto.
©
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L'autore
Monica Messa
Mi abbandono con piacere alle lunghe ombre che mi oscurano il volto, blu come il cobalto, fredde come il granito. Che cosa mi resta da scrivere ormai? La mia piccola dose d'inconsolata fantasia che freme per essere imprigionata su un foglio bianco. A volte, nel farlo, mi sento una ridicola fattucchiera, tutt
Commenti (1)
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Francesco Rossi20 dicembre 2013
BELLISSIMA POESIA, UN CONSIGLIO. Quando scrivi poesie così belle se puoi evita di dare l'impressione di una tua e solo tua sensazione ma apriti verso la vastità e la redazione non potrà far altro che eliminare quella P.
