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Introspezione 19 dicembre 2013 · lettura 1 min · 1492 letture

Disgiunti

Simona Biancolin 41 poesie pubblicate
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Oggi in me qualcuno ha chiuso le persiane. Al buio mi sto cercando e non mi trovo. Frugo e rovescio tutto. Forse sono dentro e non rispondo. Mi sono cucita addosso una fetta di silenzio. Madida sto indugiando ai bordi di un pensiero che guizza e scivola... Attinia ribelle priva del paguro vedo il mondo in bianco e nero. Non so chi sono da dove vengo e soprattutto dove sto andando. In riva all'attimo rorida appoggiata al ricordo del tuo sguardo siderale avverto il calco delle tue pinne sul cuore mentre sto calpestando il concetto di insieme. Unione di insiemi? No. Intersezione di insiemi? Forse. Ora dopo l’uragano certamente disgiunti.
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Simona Biancolin
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Commenti (8)

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Azar Rudif19 dicembre 2013

Interessante e originale fusione della poesia con la matematica degli insiemi. E' un'unione o un'intersezione di insiemi? Di sicuro non è un'esclusione di insiemi.

Elle19 dicembre 2013

Uno scomporsi e ricomporsi. L'io... che si cerca. Sentirsi pienamente nell'unicità totale è raro, i sentimenti, lo stato d'animo che cambia, le relazioni con il mondo esterno... tutto potrebbe influire alla stabilità di quell'insieme che crea per necessità famiglie di sottoinsiemi... Quante volte ci sentiamo sdoppiati, e ci guardiamo anche, come se una parte di noi, litigando... decidesse di vivere autonomamente. La mente, l'anima e il cuore... e poi c'è la vita. un'orchestra da dirigere, una sinfonia da scrivere e ci piacerebbe dire " in armonia di suoni".

Catia Dinoni19 dicembre 2013

Originalissima introspezione, interessanti ed efficaci le metafore usate dall'autrice, quello scomporsi negli insiemi, guardarsi a distanza avvertendo una separazione netta dentro, che si azzuffa con l'eterno ricercare il proprio io, capita anche di non riuscire a mettere a fuoco i colori, tutto appare in bianco e nero, e sopratutto avviene silenziosamente entro quei invisibili recinti del nostro contenerci... disgiunti si appare dopo un uragano dell'anima, ma essa seppur per vie impervie, saprà ritrovare la strada di casa. Molto apprezzata.

Massimiliano Moresco19 dicembre 2013

Un introspezione vividissima ed estremamente consapevole del percorso necessario alla scoperta del se'. Nella prima strofa troviamo quella tipica ricerca dell'isolamento, quella conquista di un silenzio necessario a far nascere la propria voce interiore. Nel prosieguo troviamo tutta quella serie di dubbi che sovvengono a tutti coloro i quali brancolano in territori sconosciuti, il lasciare la conchiglia è indicativo di come l'autrice voglia comunicare questa idea. Una ricerca che lascia infine una domanda aperta ma che non da nulla per scontato. Anche le certezze dell'uomo, la logica e la matematica su cui si è fondata la civiltà occidentale, potrebbero non essere ragioni sufficienti per trovare ciò che va al di là del razionale.

Riccardo Ruschetti20 dicembre 2013

Capita, soprattutto dopo un "uragano", di non trovarsi più...accecati da un buio che ci isola da noi stessi... dal desiderio e dalla necessità di doversi "staccare" per capire ed assorbire i danni ricevuti. Profonda sensazione di stanchezza... di bisogno di un "vero" insieme, che non sia semplice formula matematica da applicare. Molto apprezzata.

Matilde Marcuzzo20 dicembre 2013

un uragano disgiunge... qualsiasi cosa ma in questo caso soprattutto i sensi di chi leggendo come me ha per la testa da una parte una alienazione linguistica del verso e dall'altra un ricongiugimento delle parole a mò di significato nella forma stessa. complimenti .

Carla Colombo20 dicembre 2013

Molto originale la visione matematica applicata ad una poesia, 2 cerchi che si guardano ormai da lontano e non si uniscono più, oppure 2 linee rette che procedono parallele e anche in questo caso non si incontreranno mai, percorrendo 2 binari differenti che portano lontano verso strade differenti

carla composto21 dicembre 2013

spesso si vorrebbero trovare spiegazioni a tutto anche a ciò che ci fa perdere nei meandri dell'anima... versi belli sentiti magistrale lirica...