Anima deserta
Rimane solo un usignolo
alle porte della mia anima.
Rimangono solo le speranze futili,
le marce del rimpianto nell'eterno
lamento... qualche ricordo,
un paio di sorrisi,
che ora muoiono all'ombra dell'ultimo pianto.
Qualche specchio passeggero,
rotto dal passato, che riflette ogni tanto
ciò che io canto.
Fatto sì per far soffrire,
per l'umana stupida illusione,
di quel nuovo perduto amore.
Cuore dell'uomo, mano del Signore,
aiutatemi vi prego, datemi l'ardore,
di quei baci lucenti, spenti dal rancore,
che incantano salici, venti d'avventura
ed incoraggiano l'animo all'ultima sventura.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
nemesiel23 dicembre 2013
Il dolore trasuda da questi versi accorati, spontanei carichi di sofferta solitudine e delusione dove anche i ricordi sembrano morire. Poesia che nel finale si fa quasi preghiera.
Angelo Ricotta29 dicembre 2013
Non vi può essere poesia senza aver sperimentato il dolore della solitudine o, il che è lo stesso, quello di non essere amati. La vera poesia nasce dal dolore, persino quando essa tratta argomenti apparentemente lievi o addirittura scherzosi.

