Bramo di lei
Smaniando lei m’appare d’occhi,
discreto invado sguardi e fianchi
d’un mare cavo a trattener respiro
lambisco labbra d’audacia stringo.
M’apro a varco dune di seni e nevo,
di respiro ansimo a lingua scendo
sosto di ventre e d’una stretta resto
da caldo a cullarmi di battito a soffio.
Duro mi prono di venere e monti,
tra gambe a colonna dove piano poso
d’avido palmo e dita a cercar
l’ultimo atto che l’ardire offre.
D’un abbraccio giro a presentar di viso,
spingo e adatto d’impronta a levare
d’attonito e muto a mancar di fiato
mi accodo acceso d’un gemito solo.
Curvo e chino m’accascio e cingo,
l’amata d’ostaggio sotto rilascio
lento e gradito d’amplesso rimango
d’ultima goccia e ancora a venire.
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Commenti (2)
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Massimo C6 maggio 2007
Che tu sappia scrivere ed abbia cultura poetica non c'è dubbio. Trovo però che in un testo del genere la ricercatezza stilistica dei versi possa risultare un pò penalizzante... forse una maggiore immediatezza e semplicità avrebbe giovato. Comunque bravo.
Simona Scudeller7 maggio 2007
A differenza di Massino credo che sia adeguata nella forma e nel linguaggio. Molto molto bella

