Nebbia nell'inverno di pianura
Un altro giorno è caduto
nell'ombra, e nebbie invernali
si affacciano a vetri appannati
di fumo e di veglia.
Sotto un vòlto di granito
un lampione appassisce sul
selciato la sua luce tra foglie
ammucchiate, fino ai lembi
di un pastrano dormiente
s'un tombino fumante.
C'è un Infinito di vuoto,
un'Assenza di cose fuggite,
sospesa nell'aria la memoria
d'una traccia di vita;
solo la bianca marea distesa
sui tetti dormienti, affiocata
nei viali, nei crocevia dispersi
tra alberi secchi, qua e là
nella brughiera dove giungono
bisbigli e canti di solitari
notturni viandanti.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis26 dicembre 2013
S'immerge l'autore, in un'atmosfera densa d'inverno, in cui immagini e sensazioni divengono marcate, nella vita che sembra sfuggire inesorabilmente... Poesia molto apprezzata
