Fenomenologia dell'amor perduto
Nella notte, amor mio, t'ho udita
passarmi accanto, o eran voci d'oggetti
vivi, e il parlar d'uccelli e insetti
simili alla tua presenza sbiadita.
Accarezzo alti picchi d'incoscienza
e cupo scivolo in linee chiuse
inquiete, e doloranti ipotenuse
d'una geometrica sofferenza.
Resto dipinto con stile sommario
mentre travolgo persone e cose,
abbatto platani ed ogni palazzo;
sembro calmo quando divento pazzo
e taccio, ululo urla silenziose:
grida d'un pesce dentro un'acquario
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Commenti (1)
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Francesco Rossi28 dicembre 2013
Quando si ha il dono della fantasia l'amore viene verseggiato con stile e intensità lasciando al lettore spazio per la sua personale percezione.
