Sera di Novembre
Corrono i padri e le madri e i figli,
e con loro i padri dei padri,
e l’uomo antico a passo svelto,
al fuoco e ai gesti familiari.
Da qui s'offuscano i fari delle macchine
in lenta processione
nell'aria acquosa,
lungo la strada
e risa, scoppi e crepitar di voci.
Più in là,
sottilissimi tratti di collina
innalzano la notte
dove non giunge l'occhio
né la strada;
poca luce palpitante
abbozza lievi rotondità,
dietro lunghe dita d'ombra
e costole di nubi.
Ogni cosa par perdersi
tra conciliaboli di betulle
curve su stagni nascosti,
e file di pioppi ammaestrati,
in trasognata solitudine
così come io sto.
©
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