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Natura 2 gennaio 2014 · lettura 1 min · 3311 letture

Mai più come prima

Jura 39 poesie pubblicate
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E nella sera che segue: dei tramonti trascurati dei pennini impazziti dei figli stretti in dormiveglia in effimeri giacigli d'emergenza quando il clamore s'assopisce piazze vuote, orfane di media e di soccorsi, contiam nella fortuna solo cocci e crepe aspro monito di madre natura ...un rombo un soffio e la terra trema nitida scena di una mesta cena... nuova consapevolezza resta e timori nuovi precarietà s'aggiunga quand'ogni uomo in fine d'anno spera che si cominci il prossimo in mutata e migliore atmosfera. Restan gli affetti da tenere avvinti gli amori da baciare ancora e ancora guardando ai monti prima sicuri nidi ora con soggezione e riverenza per quello che qualcuno a ragione ha definito "terremoto bianco" che sicuro nel corpo non ha ucciso ma negli animi stessi faglie ha scaturito.
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Monti del Matese 29. 12. 2013

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Jura
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Commenti (1)

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Berta Biagini2 gennaio 2014

Un titolo da brividi apre la strada ad una lettura che sarebbe bene non dover vivere mai. Purtroppo niente possiamo fare agli eventi della natura, se non cercare di prevenire nel migliore dei modi, poiché niente è prevedibile.