Mai più come prima

E nella sera che segue:
dei tramonti trascurati
dei pennini impazziti
dei figli stretti in dormiveglia
in effimeri giacigli d'emergenza
quando il clamore s'assopisce
piazze vuote,
orfane di media e di soccorsi,
contiam nella fortuna solo cocci e crepe
aspro monito di madre natura
...un rombo
un soffio
e la terra trema
nitida scena
di una mesta cena...
nuova consapevolezza
resta e timori nuovi
precarietà s'aggiunga
quand'ogni uomo in fine d'anno spera
che si cominci il prossimo
in mutata e migliore atmosfera.
Restan gli affetti da tenere avvinti
gli amori da baciare ancora e ancora
guardando ai monti prima sicuri nidi
ora con soggezione e riverenza
per quello che qualcuno a ragione
ha definito "terremoto bianco"
che sicuro nel corpo non ha ucciso
ma negli animi stessi faglie ha scaturito.
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L'autore
Jura
Commenti (1)
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Berta Biagini2 gennaio 2014
Un titolo da brividi apre la strada ad una lettura che sarebbe bene non dover vivere mai. Purtroppo niente possiamo fare agli eventi della natura, se non cercare di prevenire nel migliore dei modi, poiché niente è prevedibile.

