Il vecchio e il mare
Zefiro tenebroso rinnega il tuo oscuro messaggio!
Del luogo donde provieni, nel mese di maggio
Alito caldo che orni l’umido marzo di rinnovata verzura
L’assolato pendio si schiude in mille corolle, rigoglio della natura.
Ma i miei occhi assenti e stanchi non puoi ingannare
Nel mio intimo ti sento ancora gennaio: nel mare
gonfio di tempeste e nella lacrima che fa scoppiare la gola.
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