Eclissi di quiete (ovvero l'ingiustizia regna)
Emanuele Strada
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E si son chiusi i cancelli
e le speranze recise
gli spazi son angoli bui
ammutolite le attese.
le mani che han lavorato
nodosa artrite decora
ruvida pelle callosa
la piaga che le divora.
in testa batte continuo
quell'ancestrale quesito
perchè? perch'io? ma come?
s'inchioda l'uomo basito.
ma è questo il posto perfetto
denominato "terreno"
dove gli opposti s'attraggono
dove il bilancio fa zero?
non fossi così impegnato
a trascinarmi a carponi
a setacciare i motivi
come fan solo i coglioni
spiccherei anch'io il mio volo
distese ali piumate
esserne parte e non solo
goderne a grandi falcate.
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (2)
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Francesco Rossi7 gennaio 2014
Signora libertà da gustare e preservare con tutto il nostro trasporto interiore e nel caso fosse messa in discussione ricorrere a soluzioni estreme.
Bruno Leopardi8 gennaio 2014
Poesia che fa pensare scritta davvero egregiamente. Alle note m'inchino. Bella, bella tanto.


