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Riflessioni 9 gennaio 2014 · lettura 2 min · 792 letture

Ossessione

G
Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Rarefatta è quell'aria di bottega pochi avventori e la stanza fiacca, nel silenzio la caffettiera riposa e non sparge intorno tutto l'aroma, solo quel tran... tran... ordinato per le membra del grigio andare. Osservo l'immagine crudele di nervose mani allo struscio protese, nel viso oppresso da isterica follia per quel gioco che umilia e porta via: ancora un altro per provare e l'adrenalina in cattedra sale. L'afferri e te lo senti già in mano il profumo intenso di vittoria, paonazzo e proteso nel solito rito palpitante e teso dritto all'obbiettivo, non vola nemmeno una mosca a distogliere l'ipnotico pensiero. La vittoria è lì...a portata di dito in deciso rincorrersi ardito, un numero solo per vincere il sogno e tutto diventa di colpo concitato: - Ora sbanco e fo' risultato!- E l'occhio nel tremore appannato. Ma... non è quello il numero fortunato e ti centra in pieno il pugno all'ultimo struscio, è un K. O bruciante ben assestato crolli umiliato pesante e poggiato reclini il capo, poi in apnea quell'ultimo sussulto apri il portafoglio e ricomincia il calvario.
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Quante volte entrando nel locale ritrovi sempre le stesse facce al capezzale e quello... struscio... non è far normale: posseduto è lo sguardo dall'ossessione infernale.

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Giancarlo Fiaschi
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Commenti (1)

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Sara Acireale9 gennaio 2014

Il demone del gioco diventa un'ossessione, una droga, una malattia. La persona che ne è affetta non fa altro che giocare: al lotto, al super enalotto, al gratta e vinci. Ho visto personalmente persone giocare parecchi quattrini e... regolarmente perderli. Ogni tanto succede, col gratta e vinci, che si vince la stessa somma che si è giocata e allora... il drogato del gioco ricomincia freneticamente a grattare con la speranza di arrivare a quella cifra milionaria che gli cambierà la vita. La sua vita viene cambiata ma in peggio, il demone del gioco si insinua nelle viscere del "malcapitato" per non abbandonarlo più. A vincere è sempre lo stato. Bisogna riflettere prima di giocare e capire che crea una forte dipendenza