Virtuali risonanze
Ferirsi, quando la sera
di nebbia si vela
e la mente ottusa s'ostina
nel riattaccar quei cocci
di memoria
pezzi di cristallo che
frantumammo in un
brindisi incompiuto.
Non s'udì tintinnar
di calici
nessuno s'inebriò
di promettente libagione.
Anime di cristallo
in eufonia di sensi
vibrammo all'unisono
degli istanti che bastarono
ad illuderci vicini.
Infranti nel breve sfiorarsi,
greve il reale.
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L'autore
Jura
Commenti (1)
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Lidia Filippi14 gennaio 2014
Molto bella, ricca di immagini e di significati. Le ferite dell'anima fragile lasciano tristezza e rimarginano a fatica. Fu solo illusione... Il contenuto mi ha dato molta emozione, ottima anche la scrittura.

