Occhi dentro
Di sbarre legati e ciotole vuote,
colori e code a bandiera
titoli e grugni di segni e legnate
tra spaccati d’ombra e memorie.
Un abbaio e un perché di baffo,
tirar dietro orecchi e zampe
d’una gita a festa e fiducia cieca
s’arrotola d’un canto a non capir.
A lampi urli cupi a chiamar invano,
l’amor del suo padrone tuttavia
d’unghia a grattar cemento e sassi
di zoppico esausto s’addorme.
Or gli altri ormai muti e soli,
di fiuto a mostrar denti al nuovo
zuffe e polvere alzano a pagar dazio
d’ultimo randagio a trovar rifugio.
Occhi dentro di languido pianto,
a chieder difesa di colpe non sue
di petto gonfio di smarrito senso
mai oltre un uomo a cuore spento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!