Giri di valzer
Adone Raggi
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Giorni, che planano muti
da rami sempre più spogli,
s'adagian, lievi, su manti autunnali d'istanti perduti.
Diradarsi d'età, foglie danzanti tra i raggi del vento.
Lancette d'orologio, ali di tergicristallo,
spalan vetro d'anagrafe da nevosi minuti,
scivolosi, com'esili coriandoli in sala da ballo.
Da specchi di " c'era una volta ", cera rinnovata di parquet.
Tempo, maldestro tuttofare,
in vite sorrette da ossa di corallo,
viti spanate continui ad avvitare.
Intorno al tuo cacciavite a cucù, giri di valzer.
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Adone Raggi
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