Er teremoto
Appena entrato a letto
abbraccio l’abbondanza de mi moje,
la stuzzico pe fa venì le voje,
essa se ‘nfoja tutta e s’ariscalla.
Er letto ‘intanto balla ...
– Ammazzete stasera si che ardore –
Fa mi moje ar curmine d’amore
– Me pari aritornato giovanotto
je stai a dà cor botto,
senza sentì li soliti malanni,
senza portatte appresso manco l’anni
me pari aritornato pischelletto –
E io zitto, immoto ...
Potevo annaje a dì der teremoto?
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (3)
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Berta Biagini30 gennaio 2014
Certo che no! Anche le bugie vanno sapute dire ed al momento giusto. Gustosissimna.
C
Citarei Loretta Margherita30 gennaio 2014
simpaticissima poesia, mi ha fatto sorridere, bel testo
carla composto13 febbraio 2014
di una simpatia unica a parte la bravura del poeta... in questo bel vernacolo romanesco il mio plauso

