Dialogo tra generazioni

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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Poesia forte, di spessore che sviscera argomenti duri esenza ipocrisie. Analisi spietata di due generazioni a confronto. La prima con il suo bagaglio di colpe, di sogni in frantumi per propri errori, partita carica di ideali, di forza, di voglia di rinnovare il mondo ma che ha miseramente fallito, passando ai giovani una società degradata, corrotta, debole, ingiusta, dove i diritti che aveva conquistato e per cui aveva lottato, sono diventati realtà di un ieri. Consegna loro un precariato d'esistere, una totale sfiducia nel domani, un futuro che non si sa nemmeno immaginare. Una sola cosa sembra accomunarli questi "perplessi omini sul tragitto allacciati" la consapevolezza che "le paure non più combattutea noi come a voi fan sempre paura"
Ci vuole coraggio e onestà intellettuale per scrivere versi come questi. Abbiamo combattuto con passione infinite battaglie, conquistato libertà e diritti e sognato una vita migliore e cosa consegniamo alle nuove generazioni? un mondo marcio, un futuro incerto, sogni già infranti sul nascere... una realtà davvero triste e diversa da come l'avevamo immaginata! Qualcosa che ci unisce c'è ancora, come recita la chiusa, e forse proprio da questo potrebbe nascere un nuovo sodalizio...
Però, si è combattuto ed aldilà di ogni risultato e di ciò che lasciamo, forse rimane il senso di colpa di non aver centrato l'obiettivo, ma di esserci andati intorno. Forse eravamo in pochi a tirar freccette oppure l'attuale generazione si ritrova un altro bersaglio. Il problema è che la nuova generazione non tira neanche una freccetta verso il bersaglio ed è questa l'unica accusa da muovere alla precedente generazione: non aver spiegato alla nuova come vivere



