A un venditore di rose
Cercava di vendere senza risultati
Dando la metafora floreale dell’amore
A chi ha ancora gli occhi invasati di passione
Per le vie scure, per le strade opache
La malinconia di chi è in bianco e nero
I lineamenti orientali, gli occhi tristi
Di chi ha avuto per troppo tempo tra le mani
Spine acuminate, profumi marcescenti e petali in frantumi.
Il pomeriggio si richiudeva su di lui
E così, se ne andava a passo stanco…
Un altro giorno senza fiori d’oro
Un altro guadagno di povertà
Mettendo le mani in tasca…
E impugnando solo rose.
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Commenti (1)
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Nellabernardi15 maggio 2007
è bellissima e sconvolgente come quella che hai nell'albo d'oro, però mi sembra di capire che le tue poesie stiano prendendo una vena di malinconia, di dolcezza lacerata, si stanno allontanando lievemente dal gotico-barocco.
